Il Sensore Biometrico per il riconoscimento facciale è un dispositivo ottico montato su una scheda elettronica connessa a un software nel cloud.

Come spesso succede, la definizione non ci aiuta gran ché: per capire come può esserti utile, ecco la descrizione di che cosa è in grado di fare: il Sensore Biometrico di Riconoscimento Facciale riconosce un volto umano fino a due metri, e gli attribuisce in tempo reale:

  • Sesso
  • Fascia d’età
  • Espressione facciale
  • Angolazione dello sguardo

Per esempio, in questo momento il sistema mi riconosce come uomo fra i 40 e 50 anni, “Felice” e con sguardo fisso in alto.

Prima di continuare voglio precisare che il sensore non è una videocamera, quindi non preoccuparti per la privacy (scommetto che stavi pensando proprio a questo!) alla fine tornerò su questo aspetto per approfondirlo meglio.

Perché parliamo di sensore biometrico di riconoscimento facciale?

Domanda interessante: ebbene, abbiamo sviluppato questo sensore con il preciso intento di dotare di vista i nostri dispositivi di Digital Signage!

Sensore Biometrico di Riconoscimento Facciale

Un Ledwall, per esempio, propone contenuti seguendo la sua scaletta, senza preoccuparsi di chi lo stia guardando… se pure qualcuno lo sta guardando veramente!

È sicuramente vero che definire un palinsesto porti enormi vantaggi – penso solo ai contenuti studiati per la tal ricorrenza o per la tal promozione – ma non serve essere un mago del marketing per capire che conoscere chi si ha davanti in questo preciso momento cambia decisamente le carte in tavola!

Marketing puntuale

Questo occhio magico ci ha permesso di sviluppare un algoritmo software capace di associare in tempo reale un particolare contenuto a uno specifico profilo target. A proposito di definizioni che non ci aiutano molto… ecco un esempio in tre fasi:

  1. Abbiamo uno Smart Ledwall (ovvero un Ledwall con installato un sensore biometrico per riconoscimento facciale) in vetrina, con un palinsesto composto da una decina di contenuti pubblicitari.
  2. A ogni contenuto associamo un profilo target (es: alla pubblicità di un famoso profumo associamo il profilo target “Donna 4”, composto dalle etichette #donna e #40-50).
  3. Ogni volta che qualcuno compatibile con il profilo target si avvicina alla vetrina, all’istante parte il contenuto a esso associato.

Il nostro non-mago-del-marketing a questo punto farebbe un salto sulla sedia: messaggi pubblicitari personalizzati, in tempo reale, basati sul riconoscimento facciale e a norma GDPR! Una forza dirompente, capace di mandare alle stelle il tuo coefficiente di visibilità… e siamo intervenuti solo sulla vetrina! Ottimizzando tutti i tuoi spazi chiave la potenza cresce esponenzialmente!

Statistiche in cloud

Riconoscimento facciale: statistiche in cloud

C’è un altro importante aspetto, oltre all’aumento diretto degli accessi: la raccolta dei dati statistici e comportamentali del tuo pubblico, outdoor e indoor!

Ricorda che oltre a proporre pubblicità in modo mirato, stiamo raccogliendo statistiche sulle persone che transitano da un punto a un altro, e il passo per fare molto di più è breve: ovvero raccogliere sì statistiche sul tipo di clientela che transita di fronte alla tua vetrina negozio e nei tuoi interni, ma anche di quante volte un determinato spot viene riprodotto quotidianamente, settimanalmente, mensilmente, oppure statistiche sul comportamento delle persone all’interno dei tuoi spazi, per esempio posizionando un sensore fra 4 scaffali per capire quale attiri più l’attenzione, o posizionarne uno vicino a uno specifico prodotto per sondare la reazione di chi lo guardi (gioia, rabbia, stupore, tristezza ecc.).

Il sensore raccoglie per te tutti questi dati, e tu li puoi comodamente analizzare tramite un pannello cloud: ad esempio se sei un negoziante o un responsabile marketing di una catena, puoi ottenere informazioni significative in merito alla tipologia di clientela e ai contenuti, prodotti o servizi più apprezzati, o per esempio puoi capire come meglio riorganizzare i tuoi spazi espositivi, o ancora quali sono i prodotti più redditizi e sostituire quelli con margine minore.

Questa tecnologia è applicabile a svariati ambiti, basta davvero dar libero sfogo alla fantasia per decidere come utilizzarla!

La questione privacy sul riconoscimento facciale del sensore biometrico

Come accennato all’inizio, il sensore non è una telecamera, e il sistema non registra né immagazzina videoriprese: il volto riconosciuto è tradotto automaticamente in un codice criptato che riporta solamente sesso, età, espressione facciale e angolazione dello sguardo, codice da cui è impossibile risalire al singolo individuo.

Quello del riconoscimento facciale mediante il sensore biometrico è un sistema è GDPR compliant, e tutta la documentazione informativa necessaria è fruibile mediante il QR Code in prossimità di ogni sensore: ogni utente sarà dunque libero di scansionare questo codice per informarsi su chi sia il titolare per il trattamento dei dati e come questa tecnologia rispetti la privacy delle persone.

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